Backup e dati · Per te
Quale disco comprare per il backup del Mac
In questa guida
Hai deciso di fare finalmente un backup del Mac e ti serve un disco: la buona notizia è che la scelta è più semplice di quanto sembri. Le variabili che contano davvero sono quattro — quanto spazio, SSD o disco rigido tradizionale, portatile o da scrivania, con quale attacco — e per la maggior parte delle persone la risposta giusta è un disco esterno normale, di marca conosciuta, con il doppio dello spazio del Mac. In questa guida vedi come rispondere a ognuna di quelle quattro domande in base a come usi il Mac, cosa succede al disco quando lo colleghi la prima volta (viene cancellato: è importante saperlo prima), e in quali casi ha senso spendere di più per un NAS. Se invece cerchi i passaggi per attivare il backup una volta comprato il disco, sono nella guida a come funziona Time Machine.
Quanto deve essere grande
È la domanda da cui partire, perché è l'unica in cui sbagliare per difetto ti costringe a ricomprare tutto.
La regola indicata da Apple è semplice: usa un disco con almeno il doppio della capacità di archiviazione del Mac. Se il Mac ha 1 TB di spazio, il disco di backup dovrebbe averne almeno 2 TB. Non è una richiesta arbitraria: Time Machine non conserva una sola copia dei tuoi file, ma uno storico — backup orari per le ultime 24 ore, giornalieri per l'ultimo mese, settimanali per tutti i mesi precedenti. Quello spazio in più è ciò che ti permette di tornare indietro a com'era un documento tre settimane fa, non solo a com'era ieri.
In pratica, partendo dalla capacità nominale del tuo Mac:
- Mac da 256 GB → almeno 512 GB, ma un disco da 1 TB costa poco di più e dura molto di più nel tempo.
- Mac da 512 GB → almeno 1 TB.
- Mac da 1 TB → almeno 2 TB.
- Mac da 2 TB, o chi lavora con foto e video pesanti → 4 TB e oltre.
Quando il disco si riempie, Time Machine non smette di funzionare: elimina automaticamente i backup più vecchi per fare posto ai nuovi. Il disco piccolo quindi non ti blocca, ti accorcia silenziosamente la memoria. Ed è anche il motivo per cui conviene stare larghi: Apple avvisa che se Time Machine avrà bisogno di più spazio te lo farà sapere, ma a quel punto l'unica soluzione è comprare un altro disco.
Un'ultima raccomandazione di Apple che vale la pena rispettare: il disco di backup andrebbe usato solo per Time Machine, non come archivio per altri file. I file che ci copi a mano non vengono comunque salvati da Time Machine, e come spiega la pagina Apple sulla scelta del disco di backup riducono lo spazio disponibile per lo storico. Se proprio hai bisogno di usare un solo disco per entrambe le cose, Apple indica una strada pensata per utenti esperti: creare due volumi APFS separati sullo stesso disco, uno dedicato a Time Machine — sempre con il doppio della capacità del Mac — e l'altro per il resto.
SSD o disco rigido tradizionale
Sono le due famiglie tra cui scegliere, e costano molto diversamente.
Un disco rigido tradizionale (HDD) contiene piatti che girano e una testina che si muove: tecnologia vecchia, ma per il backup ancora perfettamente valida. Il suo vantaggio è il prezzo per terabyte, ed è un vantaggio enorme: secondo le prove di Macworld sui dischi esterni per Mac, con la stessa cifra che spendi per un SSD da 1 TB porti a casa un disco rigido da scrivania da 4 TB. Lo stesso confronto, fatto nella guida Macworld agli SSD esterni, arriva a un divario ancora più netto sui modelli più economici. Macworld è esplicita sulla conclusione pratica: se ti serve molto spazio per file importanti e backup, un buon vecchio disco rigido resta l'opzione più conveniente.
Un SSD non ha parti in movimento. Questo lo rende due cose insieme: molto più veloce — anche gli SSD più lenti, nota Macworld, sono in genere più rapidi di un disco meccanico — e molto più resistente, perché non si danneggia se viene urtato o spostato mentre sta scrivendo dati. È anche più leggero e compatto.
La domanda giusta da farsi non è quale sia "migliore", ma quanto conta la velocità nel tuo caso. Per un backup Time Machine, poco: dopo il primo backup completo il Mac copia solo i file cambiati dall'ultima volta, in sottofondo, mentre continui a lavorare. Un disco rigido portatile che viaggia intorno ai 110-130 MB al secondo, o uno da scrivania sui 215-280 MB al secondo secondo le misure di Macworld, è più che sufficiente per quel lavoro.
L'SSD diventa la scelta giusta quando entra in gioco qualcos'altro:
- Il disco si sposta spesso. Va in borsa, in trasferta, da casa allo studio. Qui la resistenza agli urti non è un dettaglio di marketing: un disco meccanico caduto mentre scrive è un disco a rischio.
- Vuoi usarlo anche per lavorarci sopra, non solo per il backup — montare video, aprire una libreria fotografica direttamente dal disco esterno.
- Il primo backup di un archivio grosso ti spaventa. Con centinaia di gigabyte da copiare, la differenza tra un SSD e un disco meccanico si sente davvero — ma succede una volta sola.
Se nessuna di queste tre situazioni ti riguarda, il disco rigido tradizionale è la scelta economicamente più sensata, e i soldi risparmiati sono meglio spesi in capacità: è più utile un HDD da 4 TB che un SSD da 1 TB, perché lo storico dei backup che riesci a conservare è quattro volte più lungo.
Portatile o da scrivania
Questa scelta segue direttamente dalla precedente, e ha una conseguenza pratica che sorprende molte persone.
I dischi portatili (formato da 2,5 pollici, o gli SSD tascabili) sono in genere alimentati dalla porta stessa: come spiega Macworld, li colleghi al Mac e basta, non serve nessun alimentatore separato. Un cavo solo, niente presa di corrente. È la soluzione naturale per un MacBook e per chiunque non voglia occupare la scrivania.
I dischi da scrivania (formato da 3,5 pollici) hanno bisogno del proprio alimentatore collegato alla corrente: in cambio offrono capacità molto più alte e velocità maggiori. La differenza di capacità è netta — Macworld indica che i dischi portatili si fermano intorno ai 6 TB, mentre i modelli da scrivania arrivano oltre i 20 TB. Anche alcuni SSD in formato da scrivania richiedono l'alimentazione di rete, segnala la guida Macworld agli SSD: non è una caratteristica solo dei dischi meccanici.
Vale la pena pensarci prima di comprare, perché un disco da scrivania significa una presa di corrente occupata in permanenza e un oggetto che non puoi semplicemente infilare in borsa. Se il piano è tenerlo sempre collegato al Mac fisso, è la scelta giusta e la più conveniente per terabyte. Se il piano è collegarlo ogni tanto e poi riporlo in un cassetto, un portatile alimentato dalla porta ti eviterà un fastidio quotidiano.
Con quale attacco: USB-C e Thunderbolt
Apple indica che Time Machine può eseguire il backup su un dispositivo di archiviazione esterno collegato a una porta compatibile del Mac, come una porta USB-C o Thunderbolt — ed è la configurazione di Time Machine più comune in assoluto.
In pratica: tutti i Mac venduti negli ultimi anni hanno porte di tipo USB-C, come ricorda Macworld, quindi la cosa da controllare non è tanto lo standard quanto il cavo incluso nella confezione. Molti dischi vengono ancora venduti con un cavo USB-A, il vecchio connettore rettangolare: funzionano perfettamente, ma su un Mac recente ti serve un adattatore, che è esattamente il tipo di cosa che scopri la sera in cui volevi finalmente fare il backup.
Sulla scelta tra USB-C e Thunderbolt, l'onestà è più utile di una tabella: per un backup Time Machine non fa differenza pratica. Anche una porta USB-C standard, che secondo Macworld arriva a 10 Gbps contro i 40 Gbps di Thunderbolt 3, è largamente più veloce di quanto qualsiasi disco rigido esterno riesca a scrivere. Il collo di bottiglia è il disco, non la porta. Thunderbolt ha senso se stai comprando un SSD veloce che userai anche per lavorare, non per fare backup.
Un solo caso da evitare: Macworld sconsiglia sui Mac gli SSD basati sullo standard USB 3.2 a 20 Gbps, perché i Mac ne supportano solo metà della banda — pagheresti una velocità che non otterrai mai.
Cosa vuol dire "formattare", e perché il Mac cancella il disco
È il passaggio che spaventa di più chi compra il primo disco di backup, e la ragione è che nessuno lo spiega prima.
Formattare un disco vuol dire preparare il modo in cui i file verranno organizzati al suo interno — il file system. macOS usa APFS, che Apple descrive come il file system di default dei Mac con macOS 10.13 o versioni successive: ottimizzato per gli SSD, ma perfettamente utilizzabile anche con i dischi rigidi tradizionali e con l'archiviazione esterna collegata direttamente. I dischi venduti in negozio arrivano quasi sempre formattati per Windows — nei formati MS-DOS (FAT) o ExFAT, che Apple classifica appunto come formati compatibili con Windows — perché così funzionano su qualsiasi computer appena tolti dalla scatola.
Il punto è questo: Apple è esplicita sul fatto che Time Machine non può effettuare il backup su un disco formattato per Windows. Se ne colleghi uno, può essere riformattato in un formato Mac — in modo permanente, rimuovendo tutti i dati — e usato come disco di backup. Tradotto: durante la configurazione il Mac ti chiederà di inizializzare il disco, e quell'operazione elimina tutto quello che contiene.
Per un disco nuovo appena comprato non è un problema: dentro non c'è nulla di tuo. Diventa un problema se stai per riciclare un vecchio disco esterno.
Nella pratica non devi fare nulla di manuale: durante la configurazione di Time Machine — Impostazioni di Sistema › Generali › Time Machine › "Aggiungi disco di backup" › "Configura disco" — il Mac chiede il permesso e se ne occupa da solo. Se ti viene chiesto di cancellare il disco, Apple indica di fare clic su Cancella oppure di selezionare un altro volume. La procedura completa, con anche l'opzione Crittografa Backup, è nella guida a Time Machine.
Se invece vuoi formattare il disco a mano prima di iniziare — per esempio per cancellare in modo pulito un disco usato — Apple documenta il percorso in Utility Disco: apri Utility Disco dalla cartella Applicazioni › Utility, scegli Vista > Mostra tutti i dispositivi, seleziona nella barra laterale il dispositivo da inizializzare, apri il menu a comparsa Schema e scegli "Mappa delle partizioni GUID", apri il menu a comparsa Formato e scegli il formato, inserisci un nome e fai clic su Inizializza, poi su Fine. Anche qui Apple ripete l'avvertimento: l'inizializzazione di un dispositivo di archiviazione ne elimina tutti i contenuti.
Un dettaglio storico che può confonderti se stai riusando un disco vecchio: alcune versioni precedenti di macOS creavano i dischi di backup usando Mac OS esteso (journaled) invece di APFS, come ricorda Apple. Se ti capita di vedere quel nome su un disco, non è rotto: è semplicemente un formato più vecchio.
Vale la pena un NAS?
Un NAS è un piccolo dispositivo di archiviazione che non si collega al Mac ma alla rete di casa o dell'ufficio, e resta acceso per conto suo. Apple lo supporta: Time Machine può eseguire il backup su un NAS di terze parti che supporta Time Machine sul protocollo di rete SMB, e Apple rimanda alla documentazione del dispositivo per la configurazione. Allo stesso modo può fare backup sul disco di un altro Mac della rete condiviso come destinazione — soluzione che Apple consiglia solo quando entrambi i computer usano macOS 11 o versioni successive.
Il vantaggio vero del NAS è che il backup smette di dipendere da te. Macworld lo riassume bene: è la soluzione giusta quando vuoi uno spazio condiviso tra più computer, oppure quando vuoi tenere il Mac sotto backup senza doverlo lasciare collegato a un disco. Per un portatile è la differenza tra ricordarsi di collegare il cavo e non doverci pensare mai più. E, sempre secondo Macworld, non dipendi da una buona connessione internet, non devi caricare i dati su un servizio esterno e in genere non paghi nessun abbonamento mensile.
I motivi per non comprarne uno, però, sono altrettanto concreti:
- Costa parecchio di più di un disco esterno, e ai dischi interni spesso ci pensi tu.
- Non tutti i NAS supportano Time Machine. Macworld avverte esplicitamente che il supporto a Time Machine è una caratteristica da verificare prima di comprare, non da dare per scontata.
- La configurazione è più complicata di un disco esterno: c'è una rete di mezzo, un'interfaccia del produttore da imparare, cartelle condivise da impostare.
- Resta comunque in casa con il Mac. Un NAS protegge da un guasto del disco, non da un furto o da un incendio: per quello serve una copia fuori sede, come spiegato nella guida al backup 3-2-1 per professionisti.
Una cosa da sapere se stai riciclando hardware vecchio: Apple segnala che il backup di Time Machine verso NAS o basi AirPort tramite Apple Filing Protocol (AFP) non è più consigliato e non sarà supportato nelle prossime versioni di macOS. Il protocollo da cercare oggi è SMB.
La sintesi onesta: se hai un solo Mac e nessun backup attivo, compra un disco esterno e fallo oggi. Il NAS è un passo successivo, che ha senso quando i computer da proteggere sono più di uno o quando il collegamento manuale del disco è la ragione per cui il backup non viene mai fatto.
Errori comuni da evitare
- Comprare un disco della stessa capacità del Mac. Sembra logico e non lo è: senza spazio in più Time Machine non può conservare lo storico, e inizia a cancellare i backup vecchi quasi subito.
- Pagare un SSD per un disco che resterà fermo sulla scrivania. La velocità in più non la userai; con la stessa cifra avresti avuto molti più terabyte di storico.
- Comprare un disco da scrivania senza aver pensato all'alimentazione. Serve una presa libera e uno spazio fisso: non è un disco che infili in borsa.
- Non controllare quale cavo c'è nella scatola. Un cavo USB-A su un Mac recente vuol dire un adattatore che non hai, la sera in cui volevi fare il backup.
- Collegare un vecchio disco pieno di file e cliccare avanti. L'inizializzazione cancella tutto, subito e senza ritorno: guarda sempre cosa contiene prima.
- Comprare il disco e non configurare mai Time Machine. Un disco nella scatola non è un backup: i passaggi per attivarlo sono nella guida a Time Machine, e sono meno di dieci minuti.
Se hai dubbi sul disco giusto per il tuo Mac in particolare, o preferisci che qualcuno lo configuri insieme a te la prima volta invece di scoprire un problema quando il backup servirà davvero, la pagina consulenza Mac spiega come funziona un intervento mirato.
Domande frequenti
- Di quanti terabyte ho bisogno per il backup del Mac?
- La regola indicata da Apple è almeno il doppio dello spazio di archiviazione del Mac: un Mac da 512 GB vuole un disco da almeno 1 TB, un Mac da 1 TB un disco da almeno 2 TB. È un minimo, non un ideale: più spazio hai, più a lungo Time Machine conserva le versioni passate dei tuoi file prima di iniziare a cancellare i backup più vecchi.
- Meglio un SSD o un disco rigido tradizionale per il backup?
- Dipende da come lo userai. Un disco rigido tradizionale costa molto meno per terabyte ed è la scelta più sensata se resta fermo accanto al Mac: il backup lavora in sottofondo, quindi la velocità conta poco. Un SSD è più veloce e non ha parti in movimento, quindi regge meglio urti e spostamenti: ha senso se il disco viaggia in borsa o se lo usi anche per lavorarci sopra.
- Devo comprare un disco 'per Mac' o va bene uno qualsiasi?
- Va bene praticamente qualsiasi disco esterno. Le versioni 'per Mac' sono in genere lo stesso prodotto già formattato per macOS: comodo, ma non indispensabile, perché durante la configurazione di Time Machine il Mac riformatta comunque il disco da solo. L'unica cosa da verificare è che l'attacco sia compatibile con le porte del tuo Mac.
- Il disco di backup viene cancellato quando lo configuro?
- Quasi sempre sì. Durante la configurazione il Mac può chiederti di inizializzare il disco perché possa essere usato da Time Machine, e questa operazione elimina tutto quello che contiene. Se sul disco ci sono già dei file, copiali altrove prima di procedere: non c'è modo di recuperarli dopo.
- Posso usare il disco di backup anche per tenerci altri file?
- Apple sconsiglia di farlo: il disco di Time Machine andrebbe usato solo per i backup. I file che ci copi a mano non vengono comunque salvati da Time Machine e riducono lo spazio disponibile per lo storico dei backup. Se proprio ti serve, la strada indicata da Apple è creare due volumi APFS separati sullo stesso disco, uno per Time Machine e uno per il resto.
- Vale la pena comprare un NAS invece di un disco esterno?
- Solo se ti serve davvero quello che un NAS fa in più: backup automatici via rete senza collegare nulla, e uno spazio condiviso tra più computer di casa o dell'ufficio. Costa e si configura molto più di un disco esterno, e non tutti i modelli supportano Time Machine. Se hai un solo Mac e non hai ancora nessun backup, un disco esterno è la scelta giusta.

Scritta da
Simone Pozzi
Apple Certified Support Professional. Vent'anni a risolvere problemi di Mac accanto a chi li aveva: le guide di questo sito nascono da quelle domande.
Chi sonoUltima verifica: · Testato su macOS Tahoe 26
Note di aggiornamento
- : Aggiornata la versione di riferimento a macOS Tahoe 26. Le pagine di supporto Apple usate come fonte servono per impostazione predefinita la documentazione Tahoe, verificata confrontando le stesse pagine nel selettore di versione Sequoia 15.