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Il Mac prende i virus? Cosa serve davvero
In questa guida
Sì, il malware per Mac esiste, ma quasi mai è un virus nel senso classico: non è un programma che si copia da solo da un computer all'altro. Le minacce reali oggi sono programmi che rubano password e credenziali, e che nella grande maggioranza dei casi entrano perché è l'utente stesso ad autorizzarli. macOS ha già tre difese attive che non devi installare né configurare: la parte su cui puoi davvero incidere è la tua.
Le tre difese che il Mac ha già
Apple descrive la propria strategia su tre livelli: impedire l'avvio del malware, bloccarne l'esecuzione se il primo livello fallisce, e rimuovere ciò che è comunque riuscito a insediarsi. Le trovi documentate nella guida alla sicurezza della piattaforma Apple.
Gatekeeper è il primo livello. Quando apri un'app per la prima volta, verifica tre cose: che sia firmata da uno sviluppatore registrato presso Apple, che abbia superato la Notarizzazione, e che non sia stata modificata dopo la firma. La notarizzazione è il servizio di scansione antimalware di Apple: lo sviluppatore sottopone l'app, Apple la analizza e, se è pulita, rilascia un certificato che viene allegato all'app stessa.
XProtect è il secondo. È l'antivirus già integrato in macOS, anche se Apple non lo chiama così: riconosce il malware noto e lo blocca e lo sposta nel cestino, avvisandoti. Il dettaglio importante è che le sue definizioni si aggiornano da sole, per impostazione predefinita ogni giorno, indipendentemente dagli aggiornamenti di macOS. Non devi fare nulla, e non serve avere l'ultima versione del sistema perché XProtect sia aggiornato.
La Protezione dell'integrità del sistema è il terzo. Rende non modificabili i file di sistema critici, e la regola vale per ogni processo in esecuzione — anche per quelli avviati da un amministratore. Sui Mac con chip Apple è affiancata da una protezione del kernel implementata via hardware.
Cosa sono davvero le minacce di oggi
Qui sta la differenza tra la paura generica e il rischio reale, ed è il motivo per cui "prendere un virus" è un'espressione fuorviante.
Secondo i dati Jamf riportati da 9to5Mac, nel 2025 i trojan sono arrivati a rappresentare oltre la metà di tutto il malware rilevato sui Mac, mentre l'adware — le pubblicità indesiderate, per anni il fastidio più comune — è crollato a poco più del cinque percento. Il tipo di minaccia è cambiato: gli infostealer, cioè i programmi che sottraggono password, credenziali del portachiavi iCloud, dati dei browser e chiavi di portafogli di criptovalute, hanno superato per la prima volta l'adware.
Tradotto: il malware per Mac oggi non vuole rompere il computer. Vuole le tue password. Un Mac infettato può funzionare benissimo, ed è esattamente questo che lo rende pericoloso.
Il metodo di diffusione più comune non è tecnico ma psicologico. Le stesse analisi descrivono la tecnica chiamata ClickFix, in cui l'utente viene portato su un finto sito di assistenza e convinto a eseguire lui stesso l'operazione dannosa; da fine 2024 è diventata il metodo di distribuzione prevalente. Accanto restano i classici: software piratato scaricato da torrent, finti aggiornamenti di sistema, e versioni manomesse di programmi legittimi.
La falla più sfruttata è l'autorizzazione
Se in questa guida ricordi una sola cosa, che sia questa. Apple scrive esplicitamente, nella pagina su come aprire le app in sicurezza, che forzare l'avviso per aprire un'app di uno sviluppatore non identificato è il modo più comune con cui un Mac viene infettato.
L'avviso che compare dice che l'app "non è stata sottoposta ad un controllo" e che non è possibile verificare se sia stata modificata. A quel punto c'è un pulsante "Apri comunque", raggiungibile anche da Impostazioni di Sistema alla voce "Privacy e Sicurezza".
Quel pulsante non è un ostacolo burocratico da superare: è l'ultimo punto in cui il sistema può ancora fermare qualcosa. La domanda giusta prima di premerlo non è "come faccio ad aprire questa app", ma "da dove arriva davvero questo file". Se la risposta è un link ricevuto, un sito di download generico o un programma a pagamento ottenuto gratis, la risposta corretta è non aprirlo e cercare un'alternativa.
Perché Gatekeeper non basta da solo
Vale la pena essere onesti su un limite, perché cambia il modo di ragionare.
La notarizzazione è un'analisi fatta al momento in cui lo sviluppatore invia l'app. Alcuni attaccanti si procurano certificati di sviluppatore veri e distribuiscono app regolarmente notarizzate, costruite per scaricare la parte dannosa solo in un secondo momento, quando contattano il proprio server. 9to5Mac documenta questo schema come un fenomeno emergente, con casi dal 2020 e altri nel 2025.
Non significa che Gatekeeper sia inutile — blocca la stragrande maggioranza di ciò che circola, e Apple può revocare i certificati di app rivelatesi dannose. Significa che "l'ha fatta passare il Mac" non equivale a "è sicura al cento per cento", e che l'attenzione a cosa si installa resta necessaria.
Serve un antivirus?
Per la maggior parte di chi legge questa guida, no.
Macworld è esplicita su questo punto: chi scarica le app esclusivamente dal Mac App Store, su un Mac recente, con ogni probabilità non ha bisogno di un antivirus di terze parti, perché le protezioni integrate coprono i casi realistici. La stessa fonte consiglia però una protezione aggiuntiva a tre categorie di persone: chi scarica abitualmente software da siti web, chi gestisce dati sensibili, e chi usa ancora un Mac Intel non più aggiornato.
C'è un motivo pratico dietro l'ultima categoria: solo le ultime tre versioni di macOS ricevono aggiornamenti di sicurezza. Un Mac che non può più aggiornarsi diventa progressivamente più esposto, e nessun antivirus compensa del tutto un sistema fuori supporto.
Vale anche la pena sapere che il firewall di macOS blocca soltanto le connessioni in entrata: un programma già installato può comunque inviare dati verso l'esterno. Il firewall non è la difesa contro gli infostealer.
Cosa fare, in ordine di utilità
Queste misure valgono più di qualsiasi programma installato, e non costano nulla.
- Tieni aggiornato macOS. Gli aggiornamenti di sicurezza sono la difesa che copre più casi in assoluto.
- Scarica dal Mac App Store quando puoi, e dal sito ufficiale dello sviluppatore quando non puoi.
- Non aprire app che ti chiedono di forzare l'avviso, salvo che tu sappia esattamente da dove arrivano e perché.
- Diffida del software piratato. È uno dei veicoli principali documentati, e chi lo distribuisce non ha alcun motivo di proteggerti.
- Non fidarti delle finestre che annunciano infezioni mentre navighi. macOS non comunica così.
- Usa password diverse per i servizi importanti, così una credenziale rubata non ne compromette altre.
- Attiva FileVault, che protegge i dati se il Mac ti viene rubato — un rischio concreto quanto il malware.
Cosa non fare
Non disattivare la Protezione dell'integrità del sistema. Alcune guide trovate online lo suggeriscono per far funzionare un programma. È un consiglio pessimo: rimuove una protezione che vale per tutti i processi, e quasi mai il programma in questione merita quel prezzo.
Non installare più antivirus insieme. Non si sommano: entrano in conflitto, rallentano il Mac e non aumentano la protezione.
Non chiamare i numeri che compaiono nelle finestre di allarme. Sono la truffa stessa: l'obiettivo è farsi dare accesso remoto al Mac o farsi pagare per un problema che non esiste.
Non dare per scontato che un Mac lento sia infetto. Nella grande maggioranza dei casi la causa è un'altra, e conviene escludere le spiegazioni ordinarie prima di cercare malware.
Domande frequenti
- Devo installare un antivirus sul Mac?
- Se scarichi le app quasi solo dal Mac App Store e non usi programmi piratati, le difese già presenti in macOS coprono i casi realistici e un antivirus aggiuntivo non ti serve. Macworld consiglia una protezione in più a chi scarica spesso software da siti web, gestisce dati sensibili di lavoro o usa un Mac Intel ormai vecchio. Non è una decisione urgente: viene molto prima tutto il resto di questa guida.
- Il Mac è più sicuro di un PC Windows?
- Sì, per come è costruito: l'architettura di tipo Unix è più difficile da attaccare, Apple controlla insieme hardware e software, e i chip della serie M includono il Secure Enclave. Ma "più sicuro" non vuol dire "immune": lo stesso responsabile del software di Apple ha dichiarato pubblicamente che il livello di malware sul Mac non è accettabile.
- Ho visto una finestra che dice che il Mac è infetto. È vera?
- Quasi certamente no. Le finestre che compaiono navigando e annunciano infezioni, con un numero da chiamare o un programma da scaricare, sono la truffa più diffusa: macOS non ti avvisa mai così. Chiudi la pagina del browser. Se non si chiude, esci dal browser con Comando-Q e riaprilo evitando di ripristinare le pagine precedenti.
- Cosa succede se apro un'app da uno sviluppatore non identificato?
- macOS ti mostra un avviso che dice che l'app non è stata sottoposta a un controllo e che non è possibile verificare se sia stata modificata. Puoi comunque autorizzarla, ed è proprio questo il punto delicato: secondo Apple, forzare quell'avviso è il modo più comune con cui un Mac viene infettato. Se l'app non arriva da una fonte di cui ti fidi davvero, cerca un'alternativa.
- Come capisco se il Mac è davvero infetto?
- I segnali riportati dalle pubblicazioni specializzate sono un calo di prestazioni, ventole che partono forte senza motivo, un Mac più caldo del solito, file che cambiano da soli, blocchi improvvisi o navigazione molto lenta. Sono tutti sintomi che possono avere anche cause banali, quindi non bastano da soli: contano se compaiono insieme e all'improvviso dopo che hai installato qualcosa.
- Cosa faccio se penso di aver installato qualcosa di dannoso?
- Per prima cosa cambia le password più importanti da un altro dispositivo, non dal Mac sospetto: le minacce più diffuse oggi servono proprio a rubare password e credenziali salvate. Poi disinstalla l'app da cui è partito il problema e riavvia. Se hai gestito dati di lavoro o credenziali bancarie, è il caso di farti aiutare da qualcuno invece di procedere da solo.

Scritta da
Simone Pozzi
Apple Certified Support Professional. Vent'anni a risolvere problemi di Mac accanto a chi li aveva: le guide di questo sito nascono da quelle domande.
Chi sonoUltima verifica: · Testato su macOS Tahoe 26
Note di aggiornamento
- : Confermato da Simone Pozzi tramite l'area admin.